Il sentiero

La storia della vite genera un percorso non solo didattico e mentale, ma fisico e tattile. La famiglia Sgubin desidera far conoscere il vino a partire dal territorio che lo genera e dalla terra che lo nutre. Il vino viene mostrato nella sua essenza, nella sua presenza “fisica”, nella sua “postura”, nella sua “crescita”. Come un bimbo cresce ed acquisisce competenze e capacità, si sostiene, cammina, fa progressi, così la vite attraversa un lungo percorso di crescita e valorizzazione. Gli ospiti vengono invitati lungo i percorsi del vino, quelli della coltivazione, della cura, della vendemmia. Possono percepire lo sforzo e la tenacia della vite per arrivare alla maturazione ed al compimento del processo di crescita.

Tra racconti di tradizione familiari, metodo e lavoro, attraverso emozioni pure, quali la passione, la gioia, ma anche la fatica e l’impegno estremo, il vino viene messo a nudo, esaltato nella sua unicità e nella sua poesia. Il suo percorso è parallelo a quello dell’uomo. Ogni vendemmia è un traguardo raggiunto insieme, nella vite quanto nella mano che la lavora. Da qui il termine percorso: l’uomo si accompagna alla sua vite per portarla al risultato, curandola, preservandola e facendo sempre un passo insieme, mai avanti a lei, ma sempre al suo fianco.

Ci sono momenti in cui l’uomo deve aspettare e, quindi, si siede a fianco della sua vite. Così il percorso si inebria del suo prodotto, sorseggiato tra le vigne, in un momento di sosta, seduti sulla terra generatrice di perfezione e stuzzicati dall’aria della collina. Un momento unico di piacere, dedicato a chi apprezza il percorso dell’eccellenza, fatto di passi ed attese, di intensità e di speranza. Solo il prodotto eccelso rispetta i ritmi e li mantiene stabili. Il percorso nella storia della vite è fatto di parole e passi, ma anche di soste e silenzio, ove ognuno può cullarsi nel proprio mondo e soffermarsi sul valore dell’attesa.

Il bosco che guarda dall’alto Mernico e la Valle dello Judrio, localmente noto con il nome di “Montebello”, rappresenta un unicum non solo paesaggistico, botanico ed avifaunistico, ma conserva memorie importanti di quella che fu la   agricoltura primordiale ed in particolare della coltivazione della vite.

> LA SOSTENIBILITÀ